ALIMENTAZIONE, ECCO COME DEVE ESSERE IL “PIATTO DEL MANGIAR SANO”

Come deve essere composta una dieta sana ed equilibrata? La statunitense Harvard School of Public Health ha elaborato uno speciale “Piatto del Mangiar Sano”. Ecco le quantità dei vari alimenti:

  • 1/2 da frutta e verdura: preferibilmente fresche e di stagione. Bisogna prestare attenzione a non esagerare con i condimenti e la parola d’ordine deve essere varietà.
  • 1/4 da cereali integrali: come frumento integrale, orzo, chicchi di frumento, quinoa, avena, riso integrale. Rispetto al pane e riso bianco (e agli altri chicchi raffinati) hanno infatti un effetto più blando sui livelli di zuccheri nel sangue e sull’insulina. Sono più ricchi di sostanze benefiche per l’intero organismo. Con la raffinazione, infatti, si privano i chicchi della preziosa fibra solubile ed insolubile e del loro germe (la parte più vitale).
  • 1/2 da proteine: quindi via libera a pesce, carne, legumi e noci. Vanno consumate insieme alle verdure. Limita il più possibile le carni rosse ed evita quelle trasformate (pancetta e salsicce)

Gli esperti americani raccomandano di non bere bevande zuccherate, limitare latte e latticini ad una o due porzioni al giorno e scegliere oli vegetali sani. Infine bisogna sempre fare un po’ di attività fisica. Basta mezz’ora tutti i giorni di bicicletta, corsa o camminata a passo spedito. Per coniugare salute ed efficienza durante l’attività sportiva, l’alimentazione rappresenta un aspetto fondamentale. Ecco tre utili consigli:

  • Non si corre a serbatoio pieno: bisogna evitare di andare in palestra o di fare qualunque sport nelle due o tre ore successive ad un pasto completo
  • Mai a stomaco vuoto: la disidratazione è l’insidia peggiore per chi pratica un’attività fisica. Bisogna imparare a bere prima ancora di aver sete e quando è possibile anche nel corso di un’attività fisica prolungata
  • Sempre il giusto rifornimento al mattino: se la prima colazione è importante per chiunque, tanto più lo diventa per chi vuole fare sport. Un digiuno prolungato fa perdere attenzione e rendimento nell’attività fisica

Esiste un legame fra dieta e benessere riproduttivo?

Il comportamento alimentare è fra i primi fattori da considerare in caso di problemi di fertilità. È noto che sia le donne obese che quelle sottopeso presentano una capacità di concepire ridotta. Ma il peso non è l’unica variabile da considerare. Le probabilità che un disturbo alimentare si traduca in un problema riproduttivo aumentano quanto più sono presenti altri fattori di rischio: età, rapidità nella perdita di peso, dieta povera di proteine e precedenti irregolarità mestruali. La dieta della fertilità si basa soprattutto sul controllo dello sviluppo dell’ormone della crescita o IgH, prodotto dall’ipofisi e correlato agli ormoni sessuali, e la connessione tra questo ormone e l’insulina. La dieta mediterranea può quindi aiutare il benessere riproduttivo e la vita sotto le lenzuola ma deve essere abbinata ad un complessivo stile di vita corretto: poco alcol, no al fumo e sonno adeguato. Inoltre è fondamentale proteggersi durante i rapporti sessuali.